Nel 2021, Anjuna Security è stato un esempio da manuale di ipercrescita delle startup. L’azienda di sicurezza informatica sostenuta da venture capital stava assumendo in modo aggressivo, ampliando i suoi team di vendita e supporto a quasi 75 dipendenti e preparandosi per un mercato che sembrava non avere limiti.
Tuttavia, il panorama economico è cambiato bruscamente nel 2022. Con il rallentamento delle vendite aziendali e la difficoltà di garantire il capitale, Anjuna si è trovata sovraesposta. L’azienda è stata costretta a sottoporsi a due cicli separati di licenziamenti per stabilizzare le proprie finanze, una prova a cui molte startup non riescono a sopravvivere.
L’anatomia di una crisi
Il passaggio da una rapida espansione a una contrazione improvvisa è un periodo pericoloso per qualsiasi startup. Per Anjuna, la sfida era duplice: gestire la necessità finanziaria immediata di riduzione dei costi e affrontare l’impatto psicologico sulla restante forza lavoro.
Quando un’azienda subisce molteplici cicli di licenziamenti, rischia di entrare in una “spirale mortale” del morale. I dipendenti spesso smettono di innovare e si concentrano invece sull’autoconservazione, temendo di poter essere i prossimi. Per contrastare questo problema, il CEO e co-fondatore Ayal Yogev ha dato priorità a una strategia incentrata su trasparenza e immediatezza.
Costruire una cultura della “cura”
Secondo Yogev, la capacità di Anjuna di sopportare questi mesi turbolenti era radicata in una cultura costruita prima della crisi. Invece di fare affidamento su valori aziendali astratti, l’azienda si è concentrata su un unico principio attuabile: cura.
Questo principio è stato applicato in due modi distinti:
- Assistenza esterna (supporto al personale in partenza): Invece di limitarsi a tagliare i legami, Anjuna ha assistito i dipendenti in partenza sfruttando le reti di investitori per trovare loro nuovi ruoli e garantendo l’accesso continuo a vantaggi essenziali come l’assistenza sanitaria.
- Assistenza interna (gestione del team rimanente): La leadership ha evitato la “trappola del silenzio”. Comunicando chiaramente il perché venivano prese le decisioni e agendo rapidamente per risolvere l’incertezza, hanno evitato l’ansia prolungata che spesso distrugge la fiducia dell’azienda.
Evitare la trappola della colpa
Una delle intuizioni più significative del recupero di Anjuna è la distinzione tra una cultura della colpa e una cultura dell’apprendimento.
“Le peggiori aziende cercano qualcuno da incolpare… questo crea una cultura in cui le persone cercano solo di non commettere errori. Questo è completamente controproducente.” —Ayal Yogev
Quando si verificano errori, come le assunzioni eccessive durante un periodo di crescita percepita illimitata, l’istinto in molte organizzazioni è quello di trovare un capro espiatorio. Ciò porta a un ambiente “basato sulla paura” in cui i dipendenti nascondono gli errori per proteggersi. Anjuna si è invece concentrata sull’analisi dei passi falsi strutturali per garantire che non si ripetessero, favorendo un ambiente in cui il team potesse concentrarsi sulle soluzioni anziché puntare il dito.
Il nuovo progetto di crescita
Oggi Anjuna è emersa con un modello operativo più disciplinato. L’azienda si è allontanata dalla “crescita a tutti i costi” verso un quadro più sostenibile:
- Assunzioni deliberate: il reclutamento è ora legato a bisogni specifici e comprovati piuttosto che a una domanda futura speculativa.
- Vendite guidate dalla domanda: la crescita è strettamente sincronizzata con i segnali effettivi del mercato.
- Efficienza attraverso la tecnologia: il team sta sfruttando nuovi strumenti, tra cui l’AI, per aumentare la produttività senza la necessità di una massiccia espansione dell’organico.
Conclusione
Il viaggio di Anjuna evidenzia che, sebbene la stabilità finanziaria sia vitale, la sopravvivenza di un’azienda durante una recessione dipende in larga misura dalle sue fondamenta culturali. Dando priorità alla trasparenza radicale e a una mentalità orientata all’apprendimento, i fondatori possono trasformare un periodo di crisi in una base per una crescita più resiliente e sostenibile.





























