La base di Trump sta cambiando: un insider conservatore lancia l’allarme

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I recenti dati dei sondaggi indicano che gli indici di approvazione dell’ex presidente Donald Trump sono in calo, in particolare tra gli elettori indipendenti. Ma cosa pensano realmente i suoi principali sostenitori? Per comprendere lo stato d’animo all’interno del movimento MAGA, Today, Explained ha parlato con John Fredericks, un eminente conduttore radiofonico conservatore noto per il suo accesso diretto alla base di Trump. Questa conversazione rivela un crescente malcontento, non per la performance complessiva di Trump, ma per l’esecuzione specifica delle politiche e i fallimenti nei messaggi.

Il problema è l’economia

Fredericks sostiene che mentre Trump tecnicamente ha “mantenuto” promesse come il controllo delle frontiere e le nomine giudiziarie, l’elettore medio non sente questi benefici. Il parametro chiave per la maggior parte degli americani, sottolinea, è la bolletta della spesa e il costo delle case. Se questi valori rimarranno elevati, il record economico di Trump sarà visto come un fallimento, indipendentemente dalle statistiche ufficiali. Fredericks afferma senza mezzi termini: “Se non puoi comprare una casa… è colpa di Trump, come dovrebbe essere”.

Questa disconnessione è particolarmente pericolosa con le elezioni di medio termine che si avvicinano. Mentre Trump si concentra sulla politica estera – che Fredericks riconosce essere stata un’enfasi inaspettata – la sua base vuole sollievo dall’aumento dei prezzi. Il messaggio dei repubblicani, afferma Fredericks, è debole e inefficace e non riesce a tradurre le vittorie politiche in miglioramenti tangibili percepiti dagli elettori di tutti i giorni.

I file Epstein e la reazione negativa di Minneapolis

Al di là dell’economia, due questioni specifiche stanno causando attriti: la gestione dei dossier Epstein e il dispiegamento dell’ICE a Minneapolis. Fredericks critica la lentezza del rilascio di questi file, definendolo un “grave errore”. Condanna anche le scene caotiche di Minneapolis, dove gli agenti federali sono stati accusati di tattiche aggressive. La sua valutazione è dura: “A nessuno piace vedere uccidere persone innocenti, indipendentemente dalle circostanze”.

La percezione di alcuni americani è che i sostenitori di Trump siano ciecamente leali, ma Fredericks ammette che anche all’interno del movimento MAGA c’è disagio per la brutalità di alcune azioni coercitive. Le persone vogliono controlli più severi sull’immigrazione, ma non a costo di scontri violenti ripresi dalle telecamere.

Un’incombente sconfitta del GOP

Fredericks avverte che se Trump non correggerà rapidamente la rotta, i repubblicani si troveranno ad affrontare elezioni di medio termine disastrose. Descrive la situazione come terribile: “Se non facciamo andare avanti questa cosa, verremo spazzati via”. Se i democratici vincessero, Trump potrebbe affrontare l’impeachment entro pochi giorni dal suo insediamento.

Per evitare questo risultato, Fredericks insiste sul fatto che Trump deve dare priorità all’agenda interna, essere duro nei confronti dell’immigrazione ed evitare di fare marcia indietro rispetto alle richieste della sua base. La chiave è fornire risultati che gli elettori possano vedere e sentire prima delle elezioni.

Il risultato finale

Il movimento MAGA non sta abbandonando Trump, ma sta diventando sempre più impaziente. Mentre la lealtà rimane elevata, l’insoddisfazione per le condizioni economiche e le controverse implementazioni politiche è in aumento. Trump ha una finestra ristretta per affrontare queste preoccupazioni e prevenire un potenziale disastro elettorale. Se fallisce, la sua base potrebbe rivoltarsi contro di lui, non per slealtà, ma per frustrazione per le aspettative non soddisfatte.