Flipkart, una delle principali società di e-commerce indiane, ha ufficialmente trasferito la propria sede in India da Singapore. Questo cambiamento strategico avviene mentre la società si prepara per una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) prevista per l’anno finanziario che si concluderà a marzo 2027. La mossa inverte una decisione decennale di basare le proprie operazioni all’estero e si allinea con una tendenza crescente delle startup indiane a rimpatriare le proprie strutture di partecipazione.
La logica dietro il cambiamento
Più di dieci anni fa, molte startup indiane, tra cui Flipkart, fondarono holding in giurisdizioni come Singapore per attrarre investimenti esteri, ottimizzare i benefici fiscali e orientarsi nel panorama normativo in evoluzione dell’India. Tuttavia, la situazione è cambiata. Il governo indiano ha incoraggiato attivamente le quotazioni nazionali attraverso chiarezza normativa e strutture fiscali semplificate. Questo cambiamento è il motivo per cui anche aziende come Zepto e Groww hanno recentemente trasferito le loro sedi in India. Groww è stata quotata in borsa con successo nel 2023, mentre Zepto ha presentato istanza riservata per un’IPO nel dicembre 2023.
Crescita e posizione di mercato di Flipkart
La decisione di Flipkart è alimentata anche dalla rapida espansione del mercato indiano dell’e-commerce, trainato da una base utenti che supera il miliardo di abbonati. Nel 2025, il valore lordo delle merci (GMV) della piattaforma ha raggiunto circa 30 miliardi di dollari, un aumento sostanziale rispetto ai 23 miliardi di dollari registrati nel 2021. Flipkart ora serve oltre 500 milioni di clienti e 1,6 milioni di venditori a livello nazionale, con il suo braccio logistico, Ekart, che consegna a oltre 22.000 codici PIN.
Approvazioni legali e normative
Il processo di ristrutturazione è iniziato nell’aprile 2025, con l’approvazione iniziale di principio da parte di un tribunale di Singapore ottenuta entro settembre. Si sono svolte anche udienze simultanee dinanzi al tribunale d’appello nazionale per il diritto societario indiano. Un portavoce di Flipkart ha confermato la mossa: “Flipkart ha ricevuto l’approvazione del governo indiano per la sua ristrutturazione interna… Ciò completa la ridomiciliazione del gruppo Flipkart in India, una pietra miliare significativa che riflette il nostro impegno profondo e a lungo termine nei confronti dell’India.”
Ruolo e prospettive future di Walmart
Walmart ha acquisito una partecipazione di maggioranza in Flipkart per 16 miliardi di dollari nel 2018. Questa mossa ora consente a Flipkart di trarre vantaggio dall’evoluzione del contesto normativo e dall’appetito degli investitori per le aziende tecnologiche indiane. Si prevede che il ritorno in India semplificherà le operazioni e migliorerà la trasparenza mentre la società si avvia verso la tanto attesa IPO.
Il ritorno di Flipkart in India non è solo un trasferimento aziendale; è un segno di maturazione delle aziende tecnologiche indiane che si allineano agli interessi nazionali e ai cambiamenti normativi. È probabile che questa mossa costituisca un precedente per altre startup che considerano una ristrutturazione simile mentre si preparano per le offerte pubbliche.




























