La Casa Bianca utilizza clip del popolare videogioco Call of Duty nei post ufficiali sui social media sul conflitto in corso con l’Iran. Questa mossa arriva pochi giorni dopo che gli Stati Uniti sono stati direttamente coinvolti nel conflitto armato in Medio Oriente, sollevando interrogativi su come si sta evolvendo la moderna messaggistica militare.
Escalation e retorica visiva
I filmati di Call of Duty: Modern Warfare III appaiono in una raccolta di immagini di guerra statunitensi pubblicate sull’account X ufficiale della Casa Bianca. Nello specifico, la clip raffigura un’animazione di attacco nucleare, accompagnata dalla frase “Per gentile concessione del Rosso, Bianco e Blu”. Questa scelta è sconcertante date le notizie secondo cui i recenti attacchi in Iran hanno provocato la morte di civili, tra cui dozzine di bambini sarebbero stati uccisi in uno sciopero contro una scuola a Minab. L’uso di immagini di videogiochi per rappresentare azioni militari nel mondo reale può desensibilizzare il pubblico rispetto alla brutalità della guerra e normalizzare la violenza estrema.
Preoccupazioni del settore e storia della propaganda
Chance Glasco, uno sviluppatore fondatore del franchise Call of Duty, ha rivelato che Activision aveva precedentemente esercitato pressioni sugli sviluppatori affinché creassero una versione del gioco incentrata su un ipotetico attacco iraniano a Israele. La dichiarazione di Glasco sottolinea il potenziale per i media di intrattenimento di essere utilizzati come armi per scopi politici. Questa non è una tattica nuova: il Dipartimento per la sicurezza interna dell’amministrazione Trump aveva precedentemente utilizzato immagini di Halo nei post di reclutamento e persino riproposto gli slogan dei Pokemon per promuovere le operazioni ICE, compresi i raid che portarono alla morte di cittadini statunitensi.
L’aumento della disinformazione generata dall’intelligenza artificiale
L’uso di filmati di videogiochi da parte della Casa Bianca rientra in una più ampia tendenza di disinformazione sul conflitto. I ricercatori hanno scoperto che immagini e video manipolati dall’intelligenza artificiale si stanno diffondendo rapidamente sui social media, esagerando o fuorviando gli utenti sulla situazione in Iran. X ha risposto sospendendo gli account che pubblicano contenuti generati dall’intelligenza artificiale senza etichetta che raffigurano conflitti armati, ma la diffusione continua.
La convergenza tra guerra nel mondo reale, immagini di videogiochi e contenuti generati dall’intelligenza artificiale crea un ambiente informativo instabile in cui la verità è sempre più difficile da discernere. L’uso dei media di intrattenimento come propaganda non è casuale: serve a normalizzare la violenza estrema, desensibilizzare il pubblico e potenzialmente giustificare azioni militari.
La mossa della Casa Bianca evidenzia una pericolosa confusione tra intrattenimento e realtà, suggerendo che la guerra moderna si affiderà sempre più alla retorica visiva per modellare la percezione pubblica.




























